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Presentazione


DEL PERCHE’ DI UNA ASSOCIAZIONE

Gli ingegneri Piacentini in associazione, una sfida, una necessità, una visione prospettica del modo di intendere la professione.

E’ questo il sentire comune di una gran parte di professionisti ingegneri che, alcuni mesi fa, hanno tenuto una riunione preparatoria, per la fondazione della “associazione degli Ingegneri della provincia di Piacenza”.

Già da diversi anni all’interno dell’Ordine professionale si erano concretizzate, sfociando nella costituzione di una commissione denominata Sviluppo della Professione, le istanze per l’analisi della complessità dello svolgimento della professione di Ingegnere.

Gli iscritti, specie quelli di recente adesione, esprimevano la necessità di condividere esperienze e assumere informazioni sullo svolgimento dell’attività professionale.

Le esigenze ricadevano, per la maggior parte, nella sfera personale dello svolgimento della professione e, per il tramite della Commissione, riuscivano ad ottenere delle risposte abbastanza esaustive nella condivisione delle conoscenze e nella comunicazione delle singole esperienze professionali. Negli ultimi anni, si è assistito ad un complessivo allargamento delle problematiche relative alla professione di ingegnere; in primo luogo è emersa volontà di approfondire le tematiche connesse alla formazione, sempre più specifica, dei vari settori dell’ingegneria, inoltre si è manifestata la necessità di ristabilire un rapporto, anche deontologico, tra la qualità del prodotto intellettuale e la corretta valutazione dello svolgimento dell’atto professionale.

Non da ultima, quale ulteriore motivazione per la creazione dell’Associazione, è stata valutata la necessità di mantenere una fondamentale indipendenza tra l’Ordine Professionale, inteso come organo di magistratura, e una visione della professione che, con il mutare del tempo e delle esigenze degli iscritti, non poteva in esso trovare soddisfacimento in quanto non delegatagli dalle norme specifiche.

Con queste premesse si è venuto a comporre, all’interno di alcuni iscritti all’Ordine, un animo comune che ha inteso prendere forma in una associazione di tipo professionale, di tipo non riconosciuto, che potesse essere uno strumento efficace per dare una risposta alle nuove esigenze emerse, nel tempo, dagli iscritti.

Uno strumento che, basandosi su uno statuto e un regolamento, a lungo meditati e discussi, ha nel suo DNA la valorizzazione e la promozione dell’esercizio della professione, in qualsiasi forma esercitata, secondo principi di etica e deontologia professionale.

Una scelta, questa nell’ottica etica e deontologica, che è risultata la principale, se non l’unica, via per poter differenziare, facendone emergere le particolari caratteristiche di interesse pubblico, una professione intellettuale così complessa come quella dell’Ingegnere Un’altro aspetto che diverrà centrale per l’attività di un ingegnere risiederà, sicuramente, nel suo costante aggiornamento tecnico, scientifico e culturale.

L’associazione, a differenza di altri enti di formazione, non avendo quale scopo un rendiconto economico ma un’ottica etica dello svolgimento della professione, potrà realizzare la formazione degli iscritti con l’obiettivo di perseguire sempre maggiori livelli di qualità nella prestazione intellettuale e non disinteressandosi, come ora avviene, del risultato ottenuto con l’iter di formazione stessa.

In estrema sintesi,l’ottica deontologica verrà applicata in tutte le attività che l’associazione effettuerà: nella promozione e nell’attuazione di ogni iniziativa diretta alla formazione, perfezionamento ed aggiornamento professionale, anche perché è chiaro a tutti che l’autorevolezza e la credibilità di una professione, passando attraverso l’operato dei singoli professionisti, non può che basarsi sulla correttezza, tecnica e morale, degli atti professionali.

E’ questa visione della necessità di autorevolezza e di riferimento che ha spinto e spingerà gli Ingegneri a diventare riferimento,tecnico e scientifico, sia per i singoli cittadini che per le istituzioni.

Ed è proprio questa visione che, essendo una sfida al miglioramento, è una necessità ineludibile per la nostra società, piacentina e italiana, ma è, soprattutto, una visione chiara e distinta del futuro della nostra professione.

Piacenza, Maggio 2010


Il Comitato Promotore